È nato a Roma nel 1976 dove vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte poetiche Nei Margini della Storia, (2000), I Fasti del Grigio (2005), L’onore della polvere (2009), e la plaquette Di me diranno (2011). Ha tradotto De Weg del poeta fiammingo Germain Droogenbroodt (Il Cammino, 2002). Ha pubblicato la raccolta di saggi critici Rivi strozzati poeti italiani negli anni duemila (2010). Insieme a Manuel Cohen e Salvatore Ritrovato dirige la collana Percorsi della Puntoacapo editrice.

Il suo sito è: http://copertischianti.blogspot.it/


Luca Benassi nació en 1976 en Roma, en donde vive y trabaja. Ha publicado los libros de poesía Nei Margini della Storia (2000), I Fasti del Grigio (2005), L’onore della polvere (2009) y la plaquette Di me diranno (2011). Ha traducido De Weg del poeta flamenco Germain Droogenbroodt (Il Cammino, 2002). Ha publicado la recopilación de ensayos críticos Rivi strozzati poeti italiani negli anni duemila (2010). Junto con Manuel Cohen y Salvatore Ritrovato dirige la colección Percorsi de las ediciones Puntoacapo. 

Su página web es: http://copertischianti.blogspot.it/


 

Edición bilingüe. Tradución de  Stefano Strazzabosco

 


Ecografia del 12 maggio 2005

 

La pioggia che batte sul giorno

non riesce a sbiadire gli screzi

le righe bianche e nere

che segnano il cono dell’ecografo.

Siamo usciti di mattina presto

graziati nel dovere dell’acqua.

 

Sdraiata sul lettino attendevi il palpito dell’occhio

il sentiero verde della voce:

non potevi vedere l’aprirsi del

monitor lucido, pieno della macchia

scura della vita che inarca la parete della gioia:

un puntino era ancora nostro figlio.

 



Ecografía del 12 de mayo del 2005

 

La lluvia que cae golpeando el día

no logra borrar los matices

las rayas blancas y negras

que marcan el cono del ecógrafo.

Salimos temprano en la mañana

indultados en el deber del agua.

 

Acostada en la camilla esperabas el latido del ojo

el camino verde de la voz:

no podías ver cómo abríase el

monitor brillante, lleno de esa mancha

oscura de la vida que arquea la pared de la alegría:

un puntito era aún nuestro hijo.

 

 

Ecografia del 1 luglio 2005

 

 Ti vorrei capovolta nel tempo

come fossi tu a dover crescere

osservando la vita

da una membrana sottile di carne.

E invece con pazienza

distilli il senso della creazione

ti fai grande volta celeste, mare

e vento che già sussurra il nome

della nostra discendenza.

  

 

Ecografía del 1 de julio del 2005

 

Te quisiera volcada en el tiempo

como si fueras tú la que debe crecer

observando la vida

desde una membrana sutil de carne.

Y en cambio con paciencia

destilas el sentido de la creación

te vuelves gran bóveda celeste, mar

y viento que ya musita el nombre

de nuestra descendencia.

 

Ecografia del 24 agosto 2005

 

Certi corridoi lunghi tramati d’azzurro

lasciano scie di suono mentre offri il grembo

all’occhio dell’ecografo. È di nuovo cono

l’orecchio che si fa occhio

essenza agglutinata che tracima

in organi, secrezioni, carne sazia di vita.

Ed è già nome, uomo, sentimento

questo nostro figlio.

 

 

 

 

Ecografía del 24 de agosto del 2005

Ciertos pasillos largos tramados de azul

dejan estelas de sonido cuando ofreces tu vientre

al ojo del ecógrafo. Es nuevamente cono

la oreja convertida en ojo

esencia aglutinada que desborda

en órganos, secreciones, carne saciada de vida.

Y ya es nombre, hombre, sentimiento

este hijo nuestro.


 

Ecografia del 10 novembre 2005

 

Prende senso questo mondo

girato, rovesciato come un guanto

polarizzato verso un’asse che attende l’uscita

dal tuo grembo.

E l’uscita è come la tensione

a entrare il buio, il chiostro stretto

l’umido dell’indecenza che si fa

amore, gioia e vita.

 

 

Ecografía del 10 de noviembre del 2005

 Agarra sentido este mundo

volcado, volteado como un guante

polarizado hacia un eje que espera la salida

de tu vientre.

Y la salida es como la tensión

por entrar a oscuras, el claustro estrecho

lo húmedo de la indecencia que se vuelve

amor, alegría y vida.


 

Ecografia del 15 dicembre 2005

 

Sulla carta opaca il suono

disegna un volto, un’eco

che sonda e rifrange come onda

il tuo corpo, il sangue che batte

al margine della linea alba.

Ed io sono in bilico sul momento

sulla linea di carne

che segna ogni convergenza sul ventre

in attesa che sia la luce

e non più il suono

a disegnare il volto.

 

Ecografía del 15 de diciembre del 2005

 

Sobre el papel opaco el sonido

dibuja un rostro, un eco

que sonda y refracta como ola

tu cuerpo, la sangre que late

al margen de la línea alba.

Y yo estoy en vilo en el momento

en la línea de carne

que marca cada convergencia sobre el vientre

esperando que sea la luz

ya no el sonido

al dibujar el rostro.

 


Bisogna aspettarli al varco i salmoni

al collo di bottiglia della foce

spauriti, mentre accalcano l’acqua

bisogna tendere la rete dove

la superficie si increspa di pinne

le branchie annaspano quel desiderio

che riproduce il transito di nuove

generazioni. Allora è il momento

di calare la rete, di tendere

alla gola il laccio, l’arpione aguzzo.

All’uscita della metro noi siamo

salmoni ignari verso la mattanza.

 

 

 

Hay que buscarle las vueltas a los salmones

en el cuello de botella del estuario

asustados, mientras agolpan el agua

hay que tender la red en donde

la superficie se riza de aletas

las agallas aspan aquel deseo

que reproduce el tránsito de nuevas

generaciones. Entonces es cuando

hay que calar la red, tender

en la garganta el lazo, el arpón agudo.

A la salida del metro todos somos

salmones a oscuras hacia la matanza.



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