1979, nato a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna e vive a Lugo di Romagna in provincia di Ravenna. Ha pubblicato Kobarid (Raffaelli, 2008, 2011  Premio Camaiore Opera prima, Premio Penne Opera prima). E' co-direttore delle sezioni Creative Writing e Anthologies della rivista Mosaici (St. Andrews University Scozia) e direttore della collana di Poesia Contemporanea della Ladolfi Editore. Redattore delle riviste Atelier, clanDestino e ALI, collabora col quotidiano La voce di Romagna dove cura una rubrica settimanale dedicata alla Poesia Italiana Contemporanea. Suoi testi sono apparsi su molte riviste tra cui Nuovi Argomenti, Il Verri, Yale Italian Poetry, Versodove e Gradiva. Ha creato il sito UniversoPoesia, curato La linea del Sillaro (Campanotto, 2006) sulla Poesia dell'Emilia-Romagna e La generazione entrante (Ladolfi, 2011) sui poeti nati negli anni Ottanta.


Edición bilingüe. Traducción de Emilio Coco

 


 Devi diventare più aggressivo col lavoro

perché oramai va forte anche l’usato

e un poco ovunque spuntano degli outlet;

devi andare (avrai capito) nei luoghi del dolore,

in clinica oncologica ad esempio, e dire:

 

“Lei è incurabile per caso? E quanto tempo ha a disposizione,

un anno? E alla bara ha già pensato? Io le vendo da 20 anni,

importo il legno dalla Svezia, sono bravo, costo poco”.

 

O ancora meglio ti dovresti fare forza e suonare

porta a porta nel paese, e chiedere a chi t’apre

se per caso è a conoscenza di qualcuno che sia morto

o lì per farlo o se quello in primis (pure in ottima salute)

non volesse già decidere la cassa.

 

Perché tanto “quella” arriva e non fa sconti,

e per lo meno allora la tua bara sia economica e curata,

di buon gusto, fatta a mano, da un esperto del settore.

 

 

Tienes que volverte más combativo con el trabajo

porque ahora también lo de segunda mano pega fuerte

y casi en cualquier parte surgen outlets;

tienes que ir (tú ya me entiendes) en los lugares del dolor,

en una clínica oncológica, por ejemplo, y decir:

 

“¿Acaso usted es incurable? ¿Y cuánto tiempo tiene a disposición?

¿Un año? ¿Y en su ataúd, ha pensado ya? Yo los vendo desde hace veinte años,

importo madera de Suecia, soy experto, cuesto poco”.

 

Mejor aún, tendrías que hacerte fuerza y llamar

puerta a puerta en el pueblo, y preguntar a quien te abra

si acaso tiene conocimiento de alguien que haya muerto

o esté a punto de hacerlo o si aquél, de antemano, (aunque en óptima salud)

no quisiera ya elegir la caja.

 

Porque “aquélla”, total, llega y no perdona,

y entonces, que tu ataúd sea, al menos, barato y bien hecho,

de buen gusto, hecho a mano, por un experto del sector.

 

 

Devo prendere gli antipsicotici,

è quello che ha detto Nazzoli alla clinica.

I motivi già li conoscete:

ho reazioni scomposte ed attacchi di panico.

Alle volte mi pare qualcuno mi fissi

sull’autobus, è a quel punto che cerco

di sfondare il vetro scappando per strada.

 

Fingo d’essere un terrorista due volte ogni anno,

minaccio l’autista con il tagliaunghie,

gli dico di portarmi in Piazza dei Servi:

lui ormai mi ha presente (è lo stesso da anni)

in fretta mi lascia nel luogo richiesto,

chiede scusa alla gente sul mezzo

 

e riparte. Ridendo.

 

 

 

Tengo que tomar antipsicóticos,

es lo que me ha dicho Nazzoli en la clínica.

Los motivos los conocéis ya:

tengo reacciones descompuestas y ataques de pánico.

A veces me parece que alguien me mira fijo

en el autobús, y es entonces cuando intento

romper el vidrio escapándome en la calle.

 

Simulo ser un terrorista dos veces cada año,

amenazo al conductor con el cortaúñas,

le digo que me lleve a Piazza dei Servi:

él ya me tiene presente (es el mismo desde hace años)

me baja deprisa en el lugar solicitado

se disculpa con la gente en el vehículo

 

y arranca. Riendo.

 

 

dimmelo mamma:

 

che sono bellissima, come le ballerine alla televisione,

anche se in classe mi chiamano

scimmia e mi gettano in faccia le arachidi.

ma tu dimmelo. dimmi che io sono

intelligentissima meglio dei miei professori

che mi urlano scema perché non capisci che è così semplice: è ovvio! 

che mi hanno affidato a una tizia che insegna le cose più semplici.

ed io te ne prego tu dimmelo: dimmelo

mamma, ti prego, e smetti di piangere. Basta.

 

 

dímelo mamá:

 

que soy guapísima como las bailarinas en la televisión,

aunque en clase me llaman

mono y me echan cacahuetes.

pero tú dímelo, dime que yo soy

inteligentísima mejor que mis profesores

que me gritan tonta, ¿por qué no comprendes que es tan sencillo?: ¡es obvio!

que me han confiado a una tía que enseña las cosas más sencillas.

 

y yo te ruego tú dímelo: dímelo

mamá, te ruego, y deja de llorar. basta.

 

 


Sembri una Madonna tra le luci della Chiesa,

contrita, addolorata, trafitta dalle lame

attorno al cuore: hai un ventre che non si scompone,

non si muove. E mentre guardi altrove e pieghi

 

il corpo si aprono le vesti e scopri il fianco.

E ancora sangue perdi e sembri non curarti,

mentre ti arrendi o meglio non ti opponi

a quello che è accaduto e accade ancora.

 

Ti genufletti e prostri il volto.

 

 

 

Pareces una Virgen entre las luces de la Iglesia,

contrita, dolorosa, traspasada por puñales

alrededor del corazón: tienes un vientre que no se descompone,

no se mueve. Y mientras miras hacia otra parte y doblas

 

tu cuerpo se abren tus vestiduras y descubres la cadera.

Y pierdes aún sangre y pareces no hacer caso,

mientras te rindes o mejor no te opones

a lo que ha ocurrido y aún ocurre.

 

Te arrodillas y humillas el rostro.

 

  

Sei bella. Ma di una bellezza che quasi non sembra,

quasi non si tocca. Entri nella mia camera emi infili

in testa la flebo con dentro il mio pranzo.

Poi ogni tanto mi spogli, e lavi con cura il mio corpo, ogni parte

il mio corpo che ormai non si muove da anni

neppure comunica, mi resta soltanto lo sguardo:

– potessi parlarti, Dio quanto sei bella –

anche se (sono franco) potresti essere pure mia figlia,

avrai sui trent’anni ma ne mostri anche altri ed a me

non ti sei mai rivolta, ma io ti guardo e intanto mi nutri

o mi aspergi e non riesco a far altro che amarti.

 

 

 

Eres hermosa. Pero de una hermosura que casi no se imagina,

casi no se toca. Entras en mi habitación y pones el gotero

por encima de mi cabeza que lleva dentro mi comida.

Luego de vez en cuando me desnudas, y lavas con esmero mi cuerpo, cada parte

mi cuerpo que ya no se mueve desde hace años

ni siquiera comunica, sólo me queda la mirada:

– si pudiera yo hablarte, Dios mío, cuánto eres hermosa –

aunque (soy sincero) podrías ser también mi hija,

tendrás alrededor de treinta años quizá más y nunca

te has dirigido a mí, pero yo te miro y entretanto me nutres

o me asperjas y no puedo sino amarte.

 

 

Porno

 

Mi mostri il corpo, allunghi una pastiglia

dici “così c’è meno tempo refrattario” sorridi

e mi seduci tra telecamere e tecnici di studio

mentendo, sapendo di mentire:

 

urli di un piacere che non provi

mostri il tuo fiore come la cosa più preziosa

il tempo di convincermi ad entrare

di fare il mio dovere.

 

 

PORNO

 

Me muestras tu cuerpo, me alcanzas una pastilla

dices “así hay menos tiempo refractario” sonríes

y me seduces entre telecámaras y técnicos de estudio

mintiendo, sabiendo que mientes:

 

aúllas de un placer que no sientes

muestras tu flor como la cosa más preciosa

justo el tiempo de convencerme a entrar

de cumplir.

 


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